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Se Florence ha realizzato i suoi sogni: perché non dovremmo riuscirci noi? New York, 1944. Florence Foster Jenkins, interpretata magicamente da Meryl Streep, è una ricca quanto generosa mecenate di musica classica ormai ultrasettantenne.

Elargisce donazioni ad importanti nomi del panorama operistico mossa da una sconfinata passione per la musica, motore dell’intero percorso di vita della Jenkins.

A tanta passione corrisponde la volontà di partecipazione attiva alla vita musicale newyorchese: Florence organizza strampalati concerti “privati” in cui si esibisce in performance canore, più di cuore che di tecnica, per “amanti della musica”.

Null’altro che compassati aristocratici i cui problemi di sordità trasformano le incapacità canore di Lady Florence, come amava farsi chiamare e firmare autografi, in “freschezza della rugiada del mattino”.

Florence è in verità una sopravvissuta: ad una malattia ereditata dall’ex marito, alla solitudine della sua camera da letto, ai tradimenti del nuovo fascinoso marito inglese St. Clair Bayfield, e all’incoscienza della bugia della sua perfetta voce da soprano.

Se Florence ha realizzato i suoi sogni: perché non dovremmo riuscirci noi?

Se Florence ha realizzato i suoi sogni: perché non dovremmo riuscirci noi?

Florence vive quotidianamente il sogno come realtà. E poco conta se è stonata al di là di ogni ragionevole dubbio. Il suo sogno è così puro che ne siamo immersi. Lo proteggiamo, esattamente come St. Clair Bayfield – interpretato da un rinnovato Hugh Grant – e tuteliamo tanto coraggio e tanta incoscienza da credere nelle capacità della protagonista, quelle del cuore, e da offrirle massimo rispetto e supporto nella realizzazione dei suoi desideri.

Lady Florence incoronò il suo sogno con un concerto presso la prestigiosissima Carnegie Hall, il 25 ottobre 1944, ottenendo uno straordinario successo, che affianca una vita altrettanto straordinaria. Florence Foster Jenkins morì un mese dopo. Aveva 76 anni.

Coraggio, passione, amore e fiducia: l’ensemble che emerge dopo tutte le risate e le bizzarrie raccontate dal regista Frears sulla vita di Lady Florence. La fiducia di chi ci ama, sincera ed incondizionata, è infine il segreto di tutte le cose, l’unico elemento che trasforma la mediocrità in un successo di vita.

Riscoprire il proprio coraggio e godere della fiducia di chi ci sta accanto: ecco il mio augurio per un meraviglioso 2017.

 

Lady Florence stonata? Si, ma una vera pop star!           

Florence ha realizzato i suoi sogni: perché non dovremmo riuscirci noi? 4

Nonostante tutto, Florence Foster Jenkins è stata una vera pop star degli anni 40, stravagante ed ambiziosa.
Le sue incisioni per la Melotone Records, label che annovera anche Bing Crosby sul finire degli anni 30, sono stati trai dischi più venduti della casa discografica tra il ’41 e il ’44.
La serata del ‘44 alla Carnegie Hall ha portato oltre tremila persone al concerto, biglietti terminati settimane prima, ed una fila di oltre duemila persone rimasta fuori dalla Hall ad attendere.
Il suo pianista Cosmé McMoon – un comicissimo Simon Helberg nel film – non ha mai raggiunto vette più alte che in quella serata di ottobre in cui accompagnò Lady Florence. Un successo non solo personale per la Jenkins ma che coinvolgeva chi le stava accanto.

Devo ammettere che ascoltando i dichi di Lady Florence l’ilarità è immediata. Ma stimabile è l’ingenua follia del suo coraggio.

Ecco il trailer del film ed un paragone tra un vero soprano, Diana Damrau, e la verità di Florence Foster Jenkins. L’aria è la stessa, la famosissima: Queen Of The Night (The Magic Flute) di Mozart.

 

Trailer: Florence

Florence Foster Jenkins:

Diana Damrau:

 

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